I miss you
Damn, I miss her.
I’ve been missing her a lot lately, don’t know why exactly.
To see you when I wake up
Is a gift I didn’t think could be real.
To know that you feel the same as I do
Is a three-fold, Utopian dream.
You do something to me that I can’t explain.
So would I be out of line if I said “I miss you”?
I see your picture.
I smell your skin on
The empty pillow next to mine.
You have only been gone ten days,
But already I’m wasting away.
I know I’ll see you again
Whether far or soon.
But I need you to know that I care,
And I miss you.
Talk soon,
Daniele
August 26, 2009 No Comments
I’m an idiot
I was going to write about how good a person has make me feel lately. I was going to write about the way I feel about her. I was going to write about how much I love her and that I want to spend every single day with her. I was going to write that maybe soon I’ll move again. I was going to write lots of nice things, but right now I have the feeling I’ve lost her.
And that’s all my fault. I know, I’m stupid.
Now I just feel shit. My stomach is closed, I’ve been feeling like throwing up all day, I cant concentrate on anything. And I feel shit because I might loose her. And I’m not saying it because I’m in a pessimistic mood now.
I lost her trust, I know.
ErMo
August 7, 2009 No Comments
I’m a lonewolf
I’ve always been. And it’s not because of the beard, it’s gone now. I realized it a while ago, but I had it confirmed after my trip to Peru. I’m not much of a social person, I like to have my space and my time on my own. That’s also why I like travelling by myself
Some news for the blog. First of all, is back. Frenk once said that I write to this blog when I’m in need, when I’m looking for some kind of help. Somehow it’s true, but I prefer to say that this blog reflects my moods. They always go up and down, and this blog comes and goes with them. Then, I’ve start writing it in English. Many people told me they’ve seen the blog, but couldn’t understand a thing ‘cos it was all in Italian. Probably I’ve always kept writing in Italian because I didn’t want to open too much, too expose myself to too many people. Well, time to be a bit more open and international
talk soon
Daniele
June 25, 2009 2 Comments
Persistence

A presto,
Ermo
February 16, 2009 No Comments
Da Montecristo a Marco Polo

A Copenhagen c’era una ragazza di Ostia che insegnava danza del ventre, ma è meglio partire dall’inizio.
“Fuga dei cervelli” è un termine che detesto. Gli italiani nascondono il proprio genio in parti diverse del corpo (vedi sopra), e spesso i “cervelli” hanno il mal di fegato: una contraddizione insanabile. Chiamiamola, invece, “seconda emigrazione”: da un Erasmus al dirigente d’una multinazionale, passando per commercianti, medici, cuochi, mamme, avvocati e ricercatrici. La prima emigrazione – quella che partiva per necessità – aveva come simbolo la valigia di cartone. La seconda potrebbe scegliere il trolley, con cui caracolla negli aeroporti del mondo.
Alla Generazione Italians ho dedicato un forum (questo, dal 1998), una rubrica (sul “Corriere”, dal 2001), un libro (2008) e 89 pizze (la prima a Londra nel 1999, l’ultima ad Amburgo giovedì, la prossima a Bucarest l’8 marzo). Nei giorni scorsi – come a Basilea, Copenhagen e Berlino forse ricordano – ho provato a catalogare questa diaspora. Gli Italians si dividono in sette categorie.
MONTECRISTO, il fuggitivo. Scappa da imbarazzanti pratiche italiane: nell’amministrazione, tra aziende, nell’università e nelle professioni. Il presidente della Corte dei Conti, ieri: “L’Italia è agli ultimi posti nelle classifiche internazionali sulla lotta alla corruzione”. Molti connazionali se n’erano già accorti, e hanno alzato i tacchi.
ROBINSON, il naufrago. Scappa per scappare, cerca avventure e trova spesso guai. Alcuni esemplari si ritrovano nel film “Italians”, cui ho solo prestato il nome (i miei lettori non trasportano Ferrari rubate nel deserto arabico, o almeno non me l’hanno mai detto).
ULISSE, l’innamorato. Le sirene cantano, e gli italiani rispondono. Le coppie miste sono uno dei macrofenomeni inesplorati di questi anni. Di solito, l’italiano è lui. Solo nel mondo angloamericano, tedesco e scandinavo c’è equilibrio. Steve, Stephan e Sven caricano la lavapiatti e cambiano il pupo: alle italiane, giustamente, piace.
SCHWEIZER, l’altruista. Volontari e cooperatori, missionari e forze di pace: ne ho trovati a Beirut e a Kabul, a Nairobi e a Manila. Intuitivi ed elastici, s’adattano alle imperfezioni del mondo: successo assicurato.
CONRAD, l’esploratore/colonizzatore. S’insedia, s’espande e recluta. Per questo UC Berkeley e Cisco Systems, in California, sono pieni di ingegneri, fisici e informatici italiani. Il lato oscuro è il KURTZ. Ricordate “Cuore di tenebra” e “Apocalypse now”? Isolato, circondato di fedeli, l’uomo si crede un semidio. Consolati remoti, rappresentanze periferiche: attenzione!
MARCOPOLO, l’avventuroso. Curioso, va per capire, imparare, migliorare, divertirsi. Non smania di tornare, ma non lo esclude. Non suscita preoccupazione, ma un po’ d’invidia.
Cos’hanno in comune questi nomadi? Semplice: hanno patria. L’amarezza che provano davanti a tante vicende italiane è una prova d’amore. Se del Paese non gl’importasse niente, non s’arrabbierebbero tanto.
- Beppe Severgnini, da Il Corriere della Sera del 12/02/2009 –
Beh, inutile dire che mi riconosco in piu’ di una di queste descrizioni. Mi sento un po’ Montecristo e un po’ Marcopolo, e a volte anche Ulisse. Ma vorrei essere Schweizer.
A presto,
ErMo
February 12, 2009 No Comments
Le quattro strade
E’ da qualche giorno che ci penso. E ora sono arrivato ad un bivio e mi trovo a dover scegliere quale delle due strade percorrere. Tre. Quattro.
Una mi riporterebbe indietro. La piu’ difficile, la piu’ tortuosa. E la piu’ incerta. Adesso potrei pensare che ne varrebbe la pena, ma poi quasi sicuramente me ne pentirei.
Ce ne sono poi altre due. Simili, ma con destinazioni diverse. Forse piu’ che percorrerle queste strade, mi ci farei portare. Per un po’ potrebbe anche piacermi, ma poi ho quasi la sensazione che mi annoierei e vorrei tornare indietro. E poi, vado a destra o a sinistra?
E poi c’e’ la mia strada. Solitaria, proprio come me. Incrocerebbe altre strade, sicuramente. Magari per qualche tempo scorrerebbero anche in parallelo, ma poi comunque proseguirebbe per i fatti suoi. In questo momento, tra tutte, e’ quella su cui piu’ mi vedo.
Accendo il GPS…
Sulla strada ci sono solo io
Circondato dal deserto attorno a me
Il silenzio taglia tutta la citta’
Grande spirito mi chiama dal falo’
Oh, ma cosa dici?
La vostra liberta’
Oh, che cazzo dici
Noi ce l’ avevamo gia’
Giorno e notte, notte e giorno senza via
La mia gente e come un’aquila senz’ali
Tu cavalca, cavalca mio cow-boy
Che la terra tanto ce la rubi a noi
Ah, che cazzo dici
La vostra liberta’
Oh, ma cosa dici?
Noi ce l’ avevamo gia’
Non voglio piu’ amici, voglio solo nemici
Non voglio piu’ amici, voglio solo nemici
Basta le vostre bugie
Tu cavalca, cavalca mio cow-boy
Che la terra tanto ce la fotti a noi
Ah, che cazzo dici
La vostra liberta’
Oh, ma cosa dici?
Noi ce l’ avevamo gia’
Non voglio piu’ amici, voglio solo nemici
Non voglio piu’ amici, voglio solo nemici
Basta le vostre bugie
Tu cavalca, tu cavalca
Yeah…
A presto,
ErMo
January 28, 2009 1 Comment
Stupirsi
Stamattina la cappa di nuvole che generalmente copre il cielo di Zurigo aveva lasciato spazio ad un bel sole, le strade erano asciutte e cosi’ ho deciso di venire al lavoro in moto. Mi vesto di tutto punto, giro la chiave.. e il motore parte al primo colpo. Beh, dopo giorni di freddo, neve e gelate la cosa mi ha lasciato un po’ stupito.
A volte invece mi stupisco di me stesso. L’altra sera ci siam rivisti, prima volta dopo un po’ di tempo. Mi son ritrovato a dire delle cose che mai mi sarei aspettato di dirle, che vanno contro i miei interessi. E poi vederla non mi ha fatto particolarmente male, anzi.
E per finire, domenica iniziera’ (spero) la mia carriera di snowboarder
We Starve-look at one another short of breath
Walking proudly in our winter coats
Wearing smells from laboartories
Facing a dying nation of moving papaer fantasy
Listening for the new told lies
With supreme visions of lonly tunes
Sining our space songs on a spider web sitar
Life is around you and in you
Answer from Timothy Leary deary
Let the sunshine
Let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine
Let the sunshine in
The sunshine in
Let the sunshine
Let the sunshine in
The sunshine in
(Lo so, la canzone non c’entra molto, ma e’ tutto il giorno che ce l’ho in testa. Forse perche’ oggi c’e’ il sole…)
A presto,
ErMo
January 23, 2009 No Comments
Punto. A capo. Lettera maiuscola.
Mi ricordo alle elementari, quando durante i dettati la maestra diceva sempre questa frase. Ora che sto scrivendo le pagine della mia vita (che poetico eh?) mi ritrovo nuovamente in questa situazione. Il punto e’ gia’ stato messo. Piano piano ora sto andando a capo. Per la lettare maiuscola, beh, vedremo.
In questi giorni mi sto drogando di Friends e di amici. Mi aiutano, mi hanno aiutato e se che mi aiuteranno.
So no one told you life was gonna be this way
Your jobs a joke, you’re broke, your love life’s D.O.A.
It’s like you’re always stuck in second gear
And it hasn’t been your day, your week, your month,
or even your year, but..
I’ll be there for you
When the rain starts to pour
I’ll be there for you
Like I’ve been there before
I’ll be there for you
‘Cuz you’re there for me too…
You’re still in bed at ten and work began at eight
You’ve burned your breakfast, so far… things are goin’ great
Your mother warned you there’d be days like these
Oh but she didn’t tell you when the world has brought
You down to your knees that…
I’ll be there for you
When the rain starts to pour
I’ll be there for you
Like I’ve been there before
I’ll be there for you
‘Cuz you’re there for me too…
No one could ever know me
No one could ever see me
Seems you’re the only one who knows what it’s like to be me
Someone to face the day with
Make it through all the rest with
Someone I’ll always laugh with
Even at my worst I’m best with you, yeah
It’s like you’re always stuck in second gear
And it hasn’t been your day, your week, your month, or even your year…
I’ll be there for you
When the rain starts to pour
I’ll be there for you
Like I’ve been there before
I’ll be there for you
‘Cuz you’re there for me too…
I’ll be there for you
I’ll be there for you
I’ll be there for you
‘Cuz you’re there for me too…
Grazie
Un abbraccio,
ErMo
ps: se riuscite, leggete l’articolo di Beppe Severgnini sul Corriere di oggi. O se no, su Italians.
January 15, 2009 No Comments
Alla ricerca della felicita’
Ieri, dopo un paio di settimane, ho ripreso la moto. Era la giornata giusta, fredda ma giusta. La moto mi aiuta a non pensare, mi rilassa. Ieri poi mi son fatto guidare, ho lasciato che fosse lei a scegliere la strada da seguire. E’ stato bello guidare con la visiera aperta e sentire l’aria fredda in faccia, e’ stato divertente perdersi nelle campagne innevate, e’ stato emozionante sentire la scarica di adrenalina lungo la schiena aprendo la manopola del gas. E’ stato un po’ meno bello sentire la moto scodare sulla strada innevata per l’Albispass. Ma una volta arrivati in cima ne e’ valsa la pena.
Sabato con un mio collega siamo andati a vedere Seven Pounds, l’ultimo film di Gabriele Muccino. Molto bello. Mi ha lasciato una sensazione di pace e tranquillita’ di cui ora ho davvero bisogno.
A presto,
ErMo
January 12, 2009 1 Comment
Chi visse sperando morir non si puo’ dire
Continuo a sperare che torni. Continuo ad aspettare un suo segnale. In questi giorni in tanti mi han detto di andare avanti per la mia strada, di non stare ad aspettarla perche’ probabilmente non tornera’. Ci sto provando, non so se sto riuscendo, ma ci sto provando. E’ difficile, anche perche’ ancora non riesco a rassegnarmi (o non voglio farlo), perche’ ancora mi sto aggrappando ad una minima speranza. Lo so, non dovrei, per evitarmi di stare ancora peggio poi. Ma se da un lato la mia testa mi dice di andare avanti, dall’altro il mio cuore mi dice di aspettare ancora. E’ come se in testa avessi due voci che continuano a discutere tra di loro..
Te quiero tener y mirar esa carita
y disfrutar de tu sonrisa como ayer.
Y volver a ver que eres tú la princesita
que esperaba y que ahora ya la puedo ver.
Que me muero por tu vida cuando veo esos ojitos,
que me quedo sin sonrisa cuando doblas esa esquina.
Porque no me queda nada cuando te vas a tu casa.
Vuelve.
Vuelve, porque ya te has ido estoy vacío.
Vuelve, ese no es tu sitio, ven conmigo.
Tienes el poder de hacer conmigo lo que quieras.
Quiero saber si te mueres por mi vida y sientes esa cosa extraña tú también.
Y quiero volver a sentirte siempre cerca,
que me mires y morirnos de placer.
Que me muero por tu vida cuando veo esos ojitos,
que me quedo sin sonrisa cuando doblas esa esquina.
Porque no me queda nada cuando te vas a tu casa.
Vuelve.
Vuelve, porque ya te has ido estoy vacío.
Vuelve, ese no es tu sitio, ven conmigo.
Tienes el poder de hacer conmigo lo que quieras.
A presto,
ErMo
ps: cla, e’ Litfiba, non Ligabue!
January 9, 2009 No Comments

